“Io condivido” racconti disabilità (Angelo De Clemente) “Ma dal suo fianco”

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Dal commentario biblico di henry alla mobilità per disabili nella periferia di Budapest

Sui social gira spesso la seguente frase, decontestualizzata o, peggio, erroneamente attribuita a
Shakespeare. Questo è un passo tratto dal “Commentario biblico”, imponente opera dei primi del 1700
del teologo e ministro presbiteriano inglese Matthew Henry.


Dopo aver visto alcuni dipinti di Mihály Munkácsy, pittore ungherese per me fino ad allora
sconosciuto, ed aver appreso che riposa nel cimitero di Kerepesi a Budapest insieme ad altri artisti,
poeti e personalità note per la storia ungherese (una sorta di Père-Lachaise versione molto più
black metal), ho pensato di allungarmici, domenica scorsa, trascinando i miei compagni di
disavventura e, in Festetics György utca, la via laterale destra rispetto all’ingresso principale del
camposanto, ho assistito a questa scena: lui e lei, entrambi su sedia a rotelle elettrica.

Il marciapiedi, ad un certo punto, diventa troppo stretto per poter continuare a passarvi insieme
restando l’uno accanto all’altra, così lui cede il passaggio “sicuro” a lei, mettendosi sul ciglio della
strada a rischio investimento. Avrebbe potuto stare dietro, o davanti, mantenendo una condizione di
sicurezza per entrambi, sacrificando però quello “starle accanto” che, a quanto pare, aveva la
priorità. Ed eccolo, in un frame di mediazione tra cuore e logistica, il commento che Henry fa del
passo della Genesi sulla creazione di Eva, in un’invisibile scena alla periferia di Budapest, non in un
salotto letterario, ma alle porte di un cimitero: “[…] ma dal suo fianco per essere uguale a lui, sotto il
suo braccio per essere protetta e vicino al suo cuore per essere amata.”

Angelo De Clemente

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