
Essere Disability Manager significa anche promuovere e far conoscere le buone pratiche che rendono la nostra società un luogo sempre più accessibile.
Per me è un motivo di grande orgoglio far parte della COMUNITÀ DI “O ANCHE NO”, una realtà che trasforma i valori dell’inclusione in azioni concrete, andando ben oltre gli standard comuni. Fare un giornalismo di qualità significa prestare un’attenzione costante ad ogni dettaglio: dalla presenza della traduzione in LIS, all’uso attento di contrasti visivi adeguati e sottotitoli strutturati e ben visibili, con tempi di lettura sostenibili.
Abbattere le BARRIERE, del resto, non riguarda soltanto la dimensione architettonica o culturale, ma anche quella informativa. Per poter giudicare e commentare consapevolmente è indispensabile informarsi in modo obiettivo, rigoroso e multidimensionale, ricordando che la disabilità è una parte integrante del mondo che riguarda tutti, tra affetti, famiglie e relazioni quotidiane.
Avere una disabilità non significa affatto essere meno capaci o non saper fare nulla, ed è proprio per questo che offrire strumenti di conoscenza accurati ed etici rappresenta il cuore del mio impegno professionale.
