
Quando in una famiglia c’è una persona con disabilità, spesso tutti desiderano la stessa cosa: il suo benessere eppure, anche con le migliori intenzioni, può diventare difficile capire dove finisca l’aiuto e dove inizi la sostituzione. La persona con disabilità può pensare:
“Vorrei provare da sola, ma ho paura che non si fidino di me.”
“Ho bisogno di aiuto, ma non voglio che decidano tutto al posto mio.”
Il genitore, invece, può chiedersi:
“Come posso proteggerlo senza limitarlo?”
“Come posso lasciargli spazio, se temo che possa sbagliare o soffrire?”
Il Disability Coaching lavora proprio in questo spazio. Non offre risposte preconfezionate e non stabilisce chi abbia ragione. Aiuta a: riconoscere bisogni, paure e risorse; comunicare senza accusarsi o sentirsi in colpa; stabilire confini più chiari; rispettare tempi e modalità different trasformare l’aiuto in un sostegno che favorisca la scelta. Perché l’autonomia non nasce quando una persona riesce a fare tutto da sola.
