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La Dott.ssa. Francesca Castellan. Porte aperte alla Comunicazione Aumentativa Alternativa

La mia mamma mi ha fatto leggere un articolo in cui si parla di CAA, Comunicazione Aumentativa Alternativa. Quando vede questo acronimo, ormai, mi chiama e, orgogliosa, mi mostra quello che ha letto. È orgogliosa perché sa che mi occupo di CAA e perché, con il tempo, ha imparato a comprenderne e riconoscerne le potenzialità. E io sono contenta che si parli sempre più di Comunicazione Aumentativa Alternativa e che anche a livello pubblico si stiano aprendo spazi di attenzione e intervento su questo tema. Si stanno aprendo le porte alla CAA. La CAA non è più un mistero. Non è un linguaggio “solo per pochi”. Non è uno stigma.

𝐋𝐚 𝐂𝐀𝐀 𝐞̀ 𝐮𝐧’𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀. 𝐄 𝐬𝐨𝐩𝐫𝐚𝐭𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨, 𝐥𝐚 𝐂𝐀𝐀 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢𝐠𝐧𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 “𝐦𝐞𝐭𝐭𝐞𝐫𝐞 𝐮𝐧 𝐬𝐢𝐦𝐛𝐨𝐥𝐨 𝐚𝐥 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐨𝐥𝐚”. 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨, 𝐦𝐨𝐥𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐩𝐢𝐮̀.

Nel mio lavoro come specialista in Comunicazione Aumentativa Alternativa, accompagno persone con difficoltà comunicative e le loro famiglie, partendo dalla persona e dai suoi bisogni.

𝐕𝐚𝐥𝐮𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐢 𝐛𝐢𝐬𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐭𝐢𝐯𝐢, 𝐢𝐧𝐝𝐢𝐯𝐢𝐝𝐮𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐞 𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐚𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞𝐟𝐟𝐢𝐜𝐚𝐜𝐢 𝐞 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐫𝐮𝐢𝐫𝐞 𝐩𝐨𝐬𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐧𝐜𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐢𝐨 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐧 𝐥𝐚 𝐂𝐀𝐀.

Perché comunicare significa poter esprimere bisogni, desideri, pensieri, emozioni e scelte.
Significa poter essere ascoltati, comprendere ed essere compresi. Significa poter partecipare alla propria vita.

La CAA è un’opportunità per chi vive una fragilità comunicativa. Un’opportunità aumentare l’autonomia, sostenere la partecipazione e favorire una comunicazione realmente accessibilità.

Ed è questo che porto avanti ogni giorno nel mio lavoro con la CAA, insieme alle persone, alle famiglie e alle realtà che scelgono di aprire le porte a una comunicazione più accessibile. Apriamo le porte alla CAA.
Perché quando una persona può comunicare, può partecipare.

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