Persone down, e vaccino anti covid

ROMA – Le persone con sindrome di Down saranno vaccinate insieme alla popolazione “estremamente fragile, a prescindere dall’età”: già dalle prossime settimane, quini, poiché rientreranno nella fase 2. E’ quanto prevede l’accordo dello scorso 3 febbraio tra le regioni, il governo e il  commissario Domenico Arcuri, in base al quale il piano vaccinale anticovid è stato rimodulatoIn particolare, sono state infatti individuate nuove fasce di popolazione che avranno priorità nella vaccinazione nelle prossime settimane. Tutti i pazienti con sindrome di Down, in ragione della loro parziale competenza immunologica e della assai frequente presenza di cardiopatie sono da ritenersi fragili”) e rientrano ora nella fase 2, che avrà inizio nelle prossime settimane e che prevede la somministrazione dei vaccini Pfizer/Moderna. Le modalità di accesso ai vaccini saranno rese note dalle Regioni per ciascun territorio di riferimento.Aipd più volte era intervenuta, nelle scorse settimane, per sollecitare l’inserimento delle persone con sindrome di Down tra la popolazione destinataria prioritariamente dei vaccini anti-covid: il 30 dicembre, con Anffas e Coordown, aveva chiesto un protocollo per le cure ospedaliere e la priorità dei vaccini; successivamente, l’11 gennaio, aveva rivolto al commissario Arcuri un ringraziamento ma anche una richeista di approfondimento e indicazioni operative; ancora, il 20 gennaio, insieme ad Anffas, aveva inviato una lettera alla presidenza del Consiglio.

“Con soddisfazione ma soprattutto con sollievo accogliamo la notizia che le persone con sindrome di Down sono state inserite tra la popolazione ‘estremamente vulnerabile, a prescindere dall’età’ – commenta la presidente di Aipd Tiziana Grilli – Studi scientifici internazionali hanno infatti dimostrato la particolare vulnerabilità delle persone con sindrome di Down, che risultano quindi maggiormente esposte alla letalità per Covid rispetto al resto della popolazione. E’ bene precisare che, nelle nostre numerose interlocuzioni con le istituzioni, abbiamo sempre chiesto attenzione per tutte le disabilità. Il Piano vaccinale recepisce in parte le nostre richieste: si poteva fare di più. ma intanto non possiamo che accogliere con favore la notizia”.

“Molto soddisfatto” si dichiara Coordown: “Lo scorso 4 febbraio abbiamo ricevuto una comunicazione dal CTS che ci informava che la richiesta presentata insieme ad Aipd e Anffas relativa all’inserimento delle persone con sindrome di Down nella seconda fase della campagna di vaccinazione contro il Covid-19 era pertinente e, come tale, sarebbe stata presentata ai tavoli opportuni che stavano definendo le priorità di vaccinazione – riferisce – Dai documenti presentati nell’ultima conferenza Stato Regioni, si evince come tale richiesta sia stata accolta. Non conosciamo ancora le modalità operative che saranno definite dalle varie regioni e comunicate nei prossimi giorni. Esprimiamo grande soddisfazione per il risultato ottenuto che conferma l’importanza dell’azione sinergica del mondo associativo. Vogliamo inoltre sottolineare l’importanza della scelta effettuata da varie regioni di inserire nella seconda fase del piano vaccinale tutte le persone con disabilità”, conclude Coordown.

Critica invece Fish, che in queste ore si è rivolta al presidente della Repubblica Mattarella, proprio alla luce del piano vaccinale rimodulato, che “rischia di escludere il 70% delle persone con disabilità”, definendo, in un certo senso, “figli e figliastre”.