“Io condivido” notizie-annunci (Samanta crespi) Cure ginecologiche, alle donne con paralisi cerebrale infantile.


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Le preoccupazioni ginecologiche sono di grande rilevanza per le donne con paralisi cerebrale gravemente debilitante, perché le donne con disabilità hanno meno probabilità di aver accesso e di vedersi raccomandare lo screening del cancro. Mentre la mortalità per cancro al seno è attualmente più elevata, il cancro al collo dell’utero non è più la principale causa di morte per cancro nelle donne. La drastica riduzione dell’incidenza e del tasso di mortalità del tumore al collo dell’utero negli ultimi anni è stata in gran parte attribuita allo screening organizzato con l’introduzione del pap test. 

Lo screening per il cancro al collo dell’utero è più difficoltoso a causa della natura relativamente invasiva dell’esame nelle donne con disabilità a causa di limitazioni fisiche e cognitive, che possono richiedere che lo screening venga eseguito (in alcuni casi) con un esame in anestesia generale. Questo può essere visto come un inconveniente sia per il paziente, che per il medico, e i pap-test sono spesso rinviati, o ritardati, con la convinzione che le pazienti con paralisi celebrale infantile (PCI) non abbiano fattori di rischio per lo sviluppo del cancro al collo dell’utero. Colmare il divario nello screening del cancro cervicale per le donne con PCI può prevenire un fattore di mortalità non necessario. 

Per escludere l’insorgenza del cancro alla cervice l’esame principale è l’esame pelvico, che talvolta può anche essere invasivo e angosciante per le pazienti affette da PCI, per via della spasticità, o semplicemente per agitazione, vergogna, o inesperienza e frettolosità del personale. Questo esame è però fondamentale perché può rivelare eventuali anomalie esterne della vulva e della vagina. Inoltre, può rivelare eventuali anomalie palpabili dell’utero, cervice, tube di Falloppio, o ovaie. Le masse, per esempio, possono avere una varietà di eziologie non associate con l’attività sessuale e dovrebbero ancora una volta essere prese seriamente in considerazione per le pazienti di PCI […] il cancro della cervice rappresenta un rischio concreto e significativo per queste donne, è quindi importante non sottovalutare nulla ed eseguire regolari esami ginecologici in aggiunta al Pap Test.

Inoltre, la contraccezione per la gestione del ciclo mestruale nelle donne con PCI offre un’importante azione di riduzione dei problemi di salute intima, sintomi premestruali, dismenorrea, sanguinamento pesante o irregolare e condizioni esacerbate dal ciclo mestruale. Tuttavia a causa di effetti collaterali dei farmaci e complessità dei fattori coinvolti in chi ha PCI (per esempio per chi assume farmaci antiepilettici) il metodo di soppressione delle mestruazioni, sia attraverso contraccettivi orali, che altri metodi, deve essere attentamente considerato. 

[…] Come si può ben immaginare, le pazienti con paralisi cerebrale hanno diversi livelli di gravità dati dalla loro condizione e quindi l’assistenza ginecologica e la gestione delle mestruazioni dovrebbero essere affrontate caso per caso, in base alle esigenze della pazienze, o alla sensibilità del medico specialista. Le donne con PCI necessitano della stessa assistenza sanitaria riproduttiva primaria e preventiva di cui hanno bisogno le donne senza disabilità. 

Si pensi che lo screening ginecologico di routine, compresi i pap test, nelle donne con PCI severa, viene spesso differito dai medici per evitare di creare disagio alle pazienti, la cui grave disabilità spesso preclude loro qualsiasi attività sessuale. Inoltre, queste donne sono spesso non verbali, con grave restrizione motoria, e in grado di capire la procedura, che può rendere esami pelvici e pap test dolorosi e invasivi, eventualmente necessitando di anestesia generale per completare. Le donne con gravi disabilità funzionali hanno il 57% in meno  di probabilità di ricevere il pap test rispetto alle donne senza disabilità, o alle stesse con disabilità lieve. […] Questa disparità sanitaria può essere colmata solo se i medici comprendono la necessità delle cure ginecologiche e attuano lo screening di routine anche nella fetta di popolazione femminile avente disabilità. Le donne con PCI spesso sono percepite come meno sessualmente attive dei loro coetanei senza disabilità. Secondo un questionario del 2013 del Behavioral Risk Factor Surveillance System, le donne con disabilità avevano tassi simili di attività sessuale rispetto alle donne senza disabilità, circa il 90% contro il 90,6%[…] da questo si può dedurre quanto sia importante che le donne con PCI accedano alla stessa assistenza sanitaria, riproduttiva, primaria e preventiva di cui hanno bisogno le donne senza disabilità. Purtroppo, queste pazienti hanno meno probabilità di ricevere un’adeguata assistenza ginecologica a causa di presunzioni e pregiudizi riguardo la loro attività sessuale e per la presenza di comorbidità multiple. L’assistenza medica dovrebbe essere unica e individualizzata per questa popolazione. Dovrebbe idealmente rispettare le linee guida basate sull’età, valutare il rischio per la salute riproduttiva e porre in essere un’attenta discussione con il paziente e il caregiver. I medici e il personale dell’ufficio dovrebbero adattare l’assistenza alle donne con PCI in base alle loro esigenze e disabilità specifiche, caso per caso, senza tralasciare nulla.

Traduzione e adattamento dell’articolo originale che trovate pubblicato a questo link:

https://childhood-developmental-disorders.imedpub.com/gynecological-care-and-contraception-considerations-in-women-with-cerebral-palsy.pdf

Samanta Crespi

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