“Io condivido” notizie annunci (Samanta Crespi) Nati prima del tempo, le fragilità dei prematuri


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Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità ogni anno, nel mondo, circa 15 milioni di bambini nascono prematuramente, di cui il 5,2% prima delle 28 settimane. Io faccio parte di questa percentuale, sono nata piuttosto velocemente in una sera di ottobre di quasi trentasette anni fa, pesavo 1,250 kg ed ero circa a 28 settimane di gestazione e per i primi due mesi della mia vita ho vissuto in terapia intensiva neonatale. Fino a poco tempo fa non mi ero mai interessata della nascita pretermine, piuttosto solo delle conseguenze che essa comporta, come la disabilità fisica nel mio caso. Le cose, però, sono cambiate quando sono rimasta incinta di mia figlia quattro anni fa, ho iniziato a domandarmi cosa avrei fatto nel caso anche lei fosse nata prima del tempo.

Nato prima del tempo” è un libro di E. Balsamo che affronta sotto più punti di vista la nascita prematura e come essa viene gestita negli ospedali e nei reparti di terapia intensiva, ieri come oggi, e quali sono le nuove linee guida, le innovazioni per rendere quei delicati momenti e giorni sospesi il più semplici e naturali possibili.La nascita inattesa, la nascita prematura in realtà è un lutto, non una nascita, quindi tutto il lavoro iniziale è sulla “rinascita”: uscire dal lutto, “ricostruire” …(1)  ci sono tante piccole cose che si possono fare, che sono per il piccolo prematuro aiuti alla ricostruzione: per esempio tenere un suo dito nel palmo della propria mano, tenere una mano ferma sul corpo del bambino e ascoltare il respiro.

Tra le molte modalità assistenziali che posso essere utili nella promozione dell’organizzazione neuro-comportamentale neonatale, assume un ruolo centrale quelle che riguardano il contatto pelle a pelle (Kangaroo Mother Care -marsupio terapia),  dell’alimentazione con il latte della propria madre, del sonno e dell’analgesia. Ognuna di queste modalità ha dimostrato inconfutabili e profondi effetti migliorativi sulla salute neonatale a breve e a lungo termine.Nel contatto pelle a pelle esso attiva tutte le modalità sensoriali all’interno della relazione con l’adulto, questa esperienza coinvolge attivamente i genitori (entrambi) riconoscendo in loro gli insostituibili protagonisti dello sviluppo del neonato (Family Centered Care).

La nutrizione con latte materno dei bambini con bisogni speciali fa veramente la differenza rispetto a quella con latte arteficiale. Il latte materno in questi bambini è meglio tollerato e riduce il rischio di gravi coliti e di infezioni importanti. Indipendentemente da come è somministrato, sondino, flebo o siringa, il latte materno è considerato i na vera e propria medicina in particolare per il neonato pre termine e con meno di 1,5 kg di peso alla nascita.

In terapia intensiva per il neonato è importante ridurre lo stress, per fare ciò è importante ricreare le condizioni ambientali più vicine possibili all’ambiente uterino, come tecniche di contenimento posturale, l’oscuramento dell’incubatrice, la riduzione dei rumori, adeguandosi il più possibile alla teoria dello sviluppo di Als. Secondo questa neuropsichiatra americana, i gravemente prematuri hanno bisogno, inizialmente di ridurre ogni stimolo brusco in modo da favorire la stabilizzazione di un organismo così fragile.

In una seconda fase, dopo la 29* settimana, potranno essere introdotti i primi stimoli, massaggio, uscire dall’incubatrice, i primi bagnetti, che se insegnati e proposti ai genitori possono favorire l’attaccamento tra loro e il piccolo.Nella terza fase dopo la 36 settimana si può introdurre l’alimentazione al seno è un maggior coinvolgimento dei genitori nell’accudimento, preparandoli alle dimissioni.

Dopo la nascita, soprattutto se è stata precipitosa o traumatica, può venire in aiuto l’osteopatia per risolvere alcune situazioni, come il reflusso, il pianto, il nervosismo, i disturbi del sonno nel neonato. L’osteopatia lavora sulle lacerazioni membranose che possono verificarsi alla nascita e andare ad alterare il complesso sistema membranoso che costituisce il sistema cranio-sacrale. Non è certo una panacea a tutti i mali, bensì un aiuto in molte patologie. Viene in aiuto dei prematuri anche l’omeopatia, spesso una pratica sul cui utilizzo si è molto dibattuto, essa è una scienza che potenzia l’autocura di chiunque esista al mondo. Non ha effetti collaterali e consiste nell’applicazione di dosi minime per ottenere il massimo effetto.

Per esempio la maggior parte dei bambini prematuri viene sottoposta a un trattamento antibiotico che in molti casi potrebbe essere evitato, l’omeopatia può essere utile nel disintossicare il fegato e i reni, oppure a evitare complicazioni pericolose all’intestino, che spesso nei prematuri si blocca o si altera, oppure per controllare la coagulazione del sangue. Per i bambini ricoverati in TIN io ne vedrei in particolare alcune di facile utilizzo: 
in primis il RESCUE REMEDY, un mix di cinque fiori studiato da Bach appositamente per le situazioni di emergenza come traumi, incidenti, attacchi di panico, paure o spaventi improvvisi. WALNUT, il fiore del noce, è un’essenza che aiuta ad adattarsi ai cambiamenti e protegge dalle interferenze esterne, ambientali

Newborn baby boy at hospital with identity tag on feet, close up

Un altro fiore molto importante per i piccolissimi è ELM, il fiore dell’olmo, che aiuta a sopportare le stimolazioni eccessive, quando cioè tutto ci appare troppo pesante e faticoso da sopportare…poi c’è CLEMATIS, indicato per i neonati ipotonici e molto sonnolenti, che fanno fatica a succhiare perché si addormentano subito. Tutte queste buone pratiche, a mio avviso, dovrebbero essere prese in considerazione quando si tratta di neonati prematuri e di lunghe permanenze in TIN, sia per chi nasce per la prima volta, sia per chi, insieme al proprio figlio “rinasce” come genitore.

(1) questa ed altre citazioni che trovate in corsivo sono tratte dal libro di Elena Balsamo “Nato prima del tempo: Sacralità della nascita e accoglienza amorevole al neonato prematuro”.

Samanta Crespi

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