“Io condivido” notizie-annunci (Samanta Crespi) La storia di Rayan


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Oggi vi vorrei parlare di un bambino speciale che ha avuto la fortuna di avere accanto una mamma altrettanto speciale. Rayan oggi ha quattro anni, purtroppo alla nascita ha subìto una paralisi celebre infantile con esiti di tetraparesi spastica.

La mamma Pamela racconta così l’attesa di Rayan:  “è stata splendida e ricca d’amore da tutti, come un qualsiasi bambino, poi nel parto ci sono stati errori medici che hanno portato alla tragica diagnosi. È stato uno shock per tutti, credo che non abbiamo mai avuto nemmeno il tempo di elaborare quello che è successo perché da quando è nato è stata una corsa dopo l’altra…

Per fortuna Rayan, come spesso succede con i “piccoli guerrieri”, ovvero i bimbi che affrontano grandi difficoltà, ha dimostrato una grande forza di volontà e una grande grinta nella vita. Verso i suoi tre anni la sua situazione ha iniziato a stabilizzarsi permettendo alla famiglia, di ritrovare una situazione di “normalità e serenità”, così come ce la descrive mamma Pamela.Perché sì, è vero, la disabilità di un figlio scombussola inevitabilmente e fa nascere sentimenti di rabbia, e di sofferenza e, perché no, anche di stanchezza, ma è anche vero che la vita va avanti ed è giusto cercare di viverla al meglio delle nostre possibilità.

Sto cercando di far vivere varie esperienze a Rayan come a qualunque altro bambino, rispettando i suoi tempi naturalmente, ma tenendo conto anche di essere una famiglia con altre due bambini anch’esse con bisogni. Troppo spesso abbiamo dovuto dividere la famiglia in due, chi stava a casa con Rayan e chi usciva con le sorelle…”.

Mamma Pamela con il piccolo Rayan, e il resto della famiglia, ha cercato di ricreare situazioni in cui tutti potessero stare insieme. Come l’andare in bicicletta tutti e cinque, andare a camminare in montagna pur dovendosi portare il mondo appresso, e perché no anche il pattinaggio su ghiaccio.Ed è proprio di questa esperienza che vorrei parlarvi: ”Chi l’ha detto che chi ha una tetraparesi spastica non può pattinare

Rayan voleva andare sul ghiaccio e mamma Pamela ha cercato un modo per fargli vivere questa esperienza: “Abbiamo preso spunto da Agnieszka della associazione La casa di Sabbia, lei è mamma di un altro piccolo guerriero Herve… Sono consapevole della gravità della sua disabilità” aggiunge la mamma di Rayan “ non sono un incosciente, ma non voglio aggiungere limiti  ma dare a lui più possibilità”.L’idea semplice, quanto geniale, almeno per me, sarebbe quella di usare un ausilio, in questo caso un carrellino, in cui il bambino possa essere assicurato e muoversi sul ghiaccio senza scivolare e senza necessariamente sforzare le gambe, o indossare i pattini


Il centro polisportivo Valchiavenna ha permesso questa bella esperienza a Rayan, il palazzetto dello sport purtroppo non è ancora accessibile a persone con disabilità, ma alla richiesta di Pamela hanno collaborato con gentilezza e disponibilità, qualità rare di questi tempi.Mamma Pamela aggiunge: “in tutto questo tempo la forza ce l’ha trasmessa e insegnata Rayan, il nostro piccolo leoncino che non si è mai arreso e ha combattuto ogni battaglia con la grinta di un vero leone”.La storia di Rayan e della sua bellissima famiglia è una storia che insegna a trovare sempre una soluzione, con coraggio, determinazione e grande forza.

La storia di Rayan e della sua bellissima famiglia è una storia che insegna a trovare sempre una soluzione, con coraggio, determinazione e grande forza.Vedere questo bimbo felice sul ghiaccio, ha fatto venire voglia anche a me di pattinare, nonostante le stampelle e la mia condizione di tetraparesi, che mi accomuna da vicino al vissuto di Rayan.

Chissà che presto anche altri palazzetti dello sport non si attrezzino veramente per essere accessibili a bambini e adulti con difficoltà motorie? Infoondo i sogni dovrebbero essere accessibili a tutti, come dice mia figlia di tre anni, quando scivola sul ghiaccio col papà: “mamma vieni anche tu sul ghiaccio, ti tengo la mano e mettiamo dei pattini per le stampelle…”. Per i bambini non esiste la parola impossibile e i sogni sono solo realtà non ancora concretizzate.

Samanta Crespi

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