“Io condivido” notizie annunci (Samanta Crespi) Genitori con disabilità, consigli per curare i propri piccoli


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Chi vive sulla propria pelle una disabilità sa quanto sia difficoltoso nella vita ricavarsi una sorta di indipendenza, emotiva, economica, sociale. In questo articolo vorrei trattare di un tema non molto discusso, se non spesso taciuto in toto: essere genitori disabili e gestire in autonomia il proprio bambino, soprattutto nei primi anni.o perfettamente che questa è una condizione non molto diffusa, ma io stessa mi sono trovata più volte a dover cercare una soluzione efficace contando solo su me stessa e su mio marito.


Se si ha una disabilità motoria e si è in attesa di un bimbo, per quanto ci si possa pensare prima, non si arriverà mai a trovare tutte le soluzioni, anche perché certe esigenze si capiscono solo sul momento.Consultandomi con altre mamme e amiche che hanno la mia stessa disabilità, ho capito che la prima cosa da fare in una casa, per gestire il nuovo arrivato, è l’organizzazione degli spazi. Essi devono essere comodi e sicuri.

Laura Coccia, una neo-mamma con tetraparesi spastica, ha condiviso sulla sua pagina social, con il tag #diversamentemamma importanti consigli e un video che vi consiglio di vedere.Si pensi ad esempio al cambio vestiti, pannolino, bagnetto, queste operazioni, che devono essere fatte più e più volte nell’arco di una giornata, possono risultare complicate per chi ha problemi di equilibrio.Io ho risolto nel mio bagno usando il piano della lavatrice per cambiare e vestire mia figlia e il lavabo vicinissimo, in maniera tale da spostare la bimba rimanendo sempre appoggiata ad un punto le.

Io ho risolto nel mio bagno usando il piano della lavatrice per cambiare e vestire mia figlia e il lavabo vicinissimo, in maniera tale da spostare la bimba rimanendo sempre appoggiata ad un punto stabile. Ci sono anche i fasciatoi che hanno anche vaschetta incorporata, ma la maggior parte di quelli che ho provato non sono tanto stabili da reggere il peso dell’adulto e del bambino insieme e risulterà difficoltoso per alcuni magari svuotare poi la vaschetta.

Una soluzione ottimale anche salva spazio, può essere quella di questo fasciatoio , che si richiude e può essere fissato al muro là dove serve. Anche per quanto riguarda i cambi, spesso si è in difficoltà a mettere i vestitini ad un neonato che non sta mai fermo, ho risolto per i primi tempi di adattamento coi body a portafoglio e tutine un po’ più grandi della misura standard. Per portare il neonato/bambino con sé, pur mantenendo le mani libere ci vengono in aiuto le fasce e marsupi che vanno bene finché il bambino desidera essere portato.

Se però non riusciste a portare il vostro bimbo, non scoraggiatevi,  ci sono comunque carrozzine e passeggini molto validi, anche per muoversi in casa, o fuori casa. Io mi sono trovata molto bene con il trio della Chicco, stabile e piuttosto pratico, da chiudere e aprire, soprattutto per chi, come me ha scarso equilibrio e una manualità un po’ tremolante.Ovviamente crescendo il vostro bambino mostrerà più autonomia e indipendenza e inizieranno le vere difficoltà quando circa verso i 12-18 mesi inizierà a camminare. Una carissima amica mi ha raccontato di avere trovato molto utili allo scopo di tenere vicino il bimbo, pur concedendogli comunque l’opportunità di muoversi nello spazio, queste redinelle. Lo so, a vederle vi sembrano un guinzaglio, ma la verità è che se siete sole e dovete uscire con un bimbo molto piccolo o che non sta volentieri (come la mia) nel passeggino, sono utilissime.

Io poi non ho potuto usarle perché minavano troppo il mio equilibro, ma c’è chi le ha trovate perfette.Chi usa un carrellino per muoversi può trovarsi facilitato in certi spostamenti coi bambini, io invece ho dovuto ingegnarmi per portare fuori mia figlia col passeggino e stampelle annesse, senza le quali non muoverei un passo. Ho “adattato” il passeggino di mia figlia per trasportare le stampelle, che non stavano nel retro o nel vano sottostante. La soluzione è stata semplicissima: ho installato del velcro a strap sui bracci laterali del passeggino quelli dove poi ci sono le maniglie e lì ho infilato da una parte e dall’altra le stampelle, agganciandole al velcro ad anello come fosse un porta ombrelli. In questo modo stavano a portata di mano e non intralciavano i movimenti né i passanti, né mia figlia.I miei ovviamente sono solo suggerimenti e sicuramente non esaustivi, ma mi chiedo: non si potrebbe progettare simili soluzioni sui passeggini, carrozzine, fasciatoi, lettini per quei genitori che hanno qualche difficoltà fisica o disabilità motoria?

Un genitore disabile non dovrebbe essere “costretto” chiedere aiuto nella gestione del figlio/a, anche perché se è vero che molti hanno mariti, compagni, o famiglie molto presenti e vicine, è anche vero che tanti si trovano a gestire un bambino piccolo la maggior parte del tempo da soli, e di solito spetta alle madri. Essere genitore è un compito bellissimo, ma difficilissimo.

Essere disabile è una condizione fisica o patologica che non si sceglie, e non dovrebbe gravare ulteriormente sull’essere genitore, perché l’autonomia passa anche dal riuscire ad esserci per il proprio bambino, anche da soli e ci vuole davvero poco per far sì che ciò diventi una possibilità reale.

Samanta Crespi

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