“Io condivido” Esperienze disabilità Zoe Rondini

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La mia carriera come autrice e pedagogista si è sviluppata a seguito della pubblicazione della mia opera prima,  il romanzo di formazione “Nata viva”, dal quale hanno preso vita numerosi progetti creativi come l’omonimo cortometraggio (Primo classificato nella categoria “Corti della realtà” nell’ambito del Premio L’Anello debole 2016, al Festival di Capodarco) e lo spettacolo teatrale “La Cantastorie Zoe”.

In ambito accademico, sono spesso relatrice in lezioni e convegni che trattano di  disabilità e tematiche correlate. In queste sedi approfondisco  gli aspetti psicologici, sociologici e pedagogici legati all’handicap; affronto la tematica dei rapporti tra la persona con disabilità e  la famiglia, la scuola, gli ausili informatici, l’amore, l’affettività,  la sessualità e la narrazione del sé come strumento di empowerment e di terapia

Dopo la laurea triennale in Scienze dell’Educazione e della Formazione ho acquisito competenze in ambito pedagogico e sociologico, che ho messo in pratica nel progetto: “Disabilità e narrazione di sé” portato in diversi istituti scolastici con studenti dai dieci anni in su, in un’ottica di prevenzione al bullismo. Altro scopo del progetto è stato  creare laboratori sulla narrazione del sé. I contenuti del progetto sono ispirati al romanzo “Nata viva”.

Ai tempi del liceo, mi sono  avvicinata alla recitazione grazie alla lungimiranza dell’attore e regista Stefano Viali, con il quale ho seguito un corso per ben nove anni. I suoi laboratori, che non erano di teatro integrato, erano rivolti agli studenti del liceo e universitari. Anni dopo, l’attitudine alla recitazione mi ha portato, grazie alla collaborazione con Matteo Frasca e la regista e attrice Tiziana Scrocca, ad estrapolare dal mio romanzo la sceneggiatura dello spettacolo teatrale “La cantastorie Zoe“.

Tutte le mie attività hanno in comune la voglia di essere utile agli altri e il desiderio di partecipare ad un cambiamento culturale che tenga conto delle diversità, delle peculiarità e dei diritti di ogni individuo. Il messaggio delle mie narrazioni, spesso ironiche e autoironiche, è che anche con un handicap si può condurre una vita normale, piena di sfide e di soddisfazioni. Vorrei continuare a diffondere questo pensiero con la scrittura, la recitazione,  la carta stampata, i media, gli interventi nelle scuole, nei corsi universitari, nei convegni e seminari.

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