I versi della carrozzella Gennaro Morra “Disabilmente.it”

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I versi della carrozzella Gennaro Morra “Disabilmente.it”

Questa raccolta di poesie (il cui titolo è un evidente omaggio a “I diari della motocicletta” di Ernesto Che Guevara) è una sorta di diario in versi, un viaggio negli ultimi vent’anni di vita dell’autore, che in poche parole descrive emozioni e frammenti di realtà quotidiana.

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Sono nato a Napoli e il 7 noverebbe compirò 47 anni. Ho studiato informatica e sociologia. Sono affetto da tetrapararesi spastica distonica e una persona con questo handicap deve avere una infinita determinazione per affermarsi nella vita e nel lavoro. Se vuoi uscire dall’emarginazione e fare qualcosa d’importante, devi essere pronto a impiegare il doppio/triplo/quadruplo della forza che servirebbe a un normodotato.

Io poi mi sono scelto un lavoro bellissimo, ma dove c’è una competizione feroce, quindi è ancora più difficile emergere. Un bravo giornalista dovrebbe andare per strada tutti i giorni per cercare notizie, ma ovviamente io non posso farlo. Fortunatamente oggi esistono i social network, le nuove piazze dove la gente si racconta, discute, protesta. Quindi io giro molto sui principali social network e cerco di rilevare post, foto e video che potrebbero essere delle potenziali notizie e provo ad approfondire, facendo ricerche e contattando le persone. Poi ho diversi contatti che mi passano notizie in anteprima. In generale, cerco di avere le antenne dritte quando vedo la tv, ascolto la radio o sto su internet: in qualunque momento può arrivare l’input giusto per un articolo.

Come la maggior parte delle persone con questa disabilità, nelle attività della vita quotidiana in casa sono parzialmente autonomo. Riesco a fare molte cose senza chiedere aiuto, ma non potrei vivere da solo.. A casa giro su una normale poltrona con le rotelle sotto; in bagno abbiamo applicato un paio di staffe d’acciaio al muro per aggrapparmi nei spostamenti; bevo con la cannuccia; uso pantaloni e tute elasticizzati e senza bottoni. Per quanto riguarda le uscite mi organizzo con gli amici che vengono a prendermi o mi faccio accompagnare da mio padre.

Sicuramente la disabilità condiziona i rapporti interpersonali, almeno nell’approccio. Poi dipende dall’intelligenza delle persone riuscire a limitare questo condizionamento. Per esempio, le persone dicono spesso che dopo un po’ dimenticano che io sia disabile. E questa per me è una piccola vittoria, perché significa che io per primo riesco ad andare oltre l’handicap. Anche se dimenticarsi completamente della mia disabilità poi porta a una sopravvalutazione, da parte mia e degli altri, e anche questo è un problema”.
Gennaro Morra è un uomo pieno di interessi fra cui la musica, il cinema, lo sport, i libri. In generale gli piace e si appassiona a tutto ciò che è arte.

“Disabilmente.it” chiede:

  1. “Quale messaggio vuoi dare con il tuo libro “I versi della carrozzella”?

“ E’ il mio libro il messaggio perché l’ho scritto, impaginato e pubblicato da solo tramite il sito Youcanprint.it. Mi piacerebbe che le persone capissero che la disabilità non è un dramma, ma una condizione da vivere con dignità e fierezza. Almeno è così che io la vivo”.

2.  Le persone, a volte, non riescono a guardare oltre la tetraparesi.  Secondo te cosa si potrebbe fare per insegnare loro a non avere paura dell’handicap?

“Le persone devono solo abituarsi alla presenza dei disabili, poi, dopo il primo approccio, tutto è più semplice. Ma dipende molto da noi: se ci ostiniamo a restare chiusi in casa, se anche quando usciamo tendiamo a restare sulle nostre e a non metterci in gioco, è ovvio che le persone non avranno un giusto approccio nei nostri confronti e faticheranno ad andare oltre la disabilità”.

3. Come vivi la carrozzina? Sei condizionato dai pregiudizi che si hanno su questo ausilio? Ti senti come il fumetto dell’articolo “Vivere la carrozzina”?

“Sono sulla carrozzina da più di 18 anni e fin dall’inizio l’ho sempre percepita e vissuta come un aiuto a non fare fatica e a godermi le passeggiate con gli amici. E anche loro si divertono a portarla, quindi per me è stata tutt’altro che una condanna. Ma capisco che chi ci finisce dopo un incidente o una malattia può viverla come una disgrazia”

4. Pensi che “Disabilmente”, sito informativo sulla tetraparesi spastica e/o distonica, possa essere utile per abbattere le barriere mentali?

“Tutto ciò che informa può essere utile alla causa.”

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